Colica Renale

Colica Renale

Colica Renale

La colica renale corrisponde ad un dolore con brusca insorgenza almeno all’inizio e a fitte non continue che si irradia alle grandi labbra o al testicolo di solito con disturbi vegetativi gastroenterici (nausea, vomito) che successivamente può diventare gravativo. In caso di calcoli localizzati nell’uretere distale i pazienti presentano minzione frequente (pollachiuria), stimolo imperioso e bruciore alla minzione (disuria).

La diagnosi differenziale va posta con altre condizioni che comportano un addome acuto quali appendicite acuta, colica biliare, annessiti, gravidanze extrauterine, pancreatiti etc.

Terapia della colica renale

Se il paziente è in una condizione clinica stabile e non c’è evidenza di una infezione sistemica in atto, e di una eccessiva sofferenza renale, il trattamento può essere conservativo e basato sull’impiego di farmaci antidolorifici (abitualmente FANS) e l’applicazione di una fonte di calore intensa (semicupio caldo per 20 minuti e applicazione di una borsa d’acqua sul lato interessato).

Viceversa in presenza di uno dei problemi prima descritti, è necessario provvedere al drenaggio urinario con una procedura di urgenza, mediante il posizionamento di uno stent o una nefrostomia per cutanea.

Nella fase acuta della colica è consigliabile limitare l’assunzione di liquidi.
Nelle fasi successive alla risoluzione della colica, l’iperidratazione e l’attività fisica possono aiutare l’espulsione del calcolo.

Diagnosi

  • Ecografia apparato urinario
  • RX diretta addome
  • Urografia perfusionale e.v.
  • TAC spirale
  • Uretero-pielografia ascendente

Terapia

  • In oltre l’80% dei casi è indicata la Litotrissia Extracorporea con Onde d’urto (ESWL)
  • Nei restanti casi si ricorre a procedure endoscopiche (accesso transuretrale) o percutanee che consentono di portare a diretto contatto del calcolo strumenti che emettono fonti di energia per la frammentazione (LASER, ultrasuoni o sonde balistiche che frammentano il calcolo consentendo poi l’estrazione dei frammenti).
  • Il ricorso all’intervento chirurgico convenzionale risulta oramai limitato all’1-2 % dei casi (calcolosi complesse a stampo, calcolosi non risolte con i trattamenti meno invasivi).

La terapia medica è riservata ad alcuni tipi di calcolosi ma eccetto che per le forme di calcolosi uratica e cistinica, ha un impiego particolarmente limitato.

NOTA: La calcolosi renale in età pediatrica risulta rara ma molto più grave che in età adulta; questo sia perchè si sviluppa in tenera età e quindi può comportare più facilmente un danno irreversibile, sia perchè essendo sostenuta da un disturbo genetico è recidivante per definizione.

La Litotrissia extracorporea ad onde d’urto è utilizzata per il trattamento di alcuni calcoli in base alla loro consistenza ed alla loro posizione.
Questa tecnica non comporta alcuna manovra invasiva sul paziente, il quale deve solo sdraiarsi sulla macchina appoggiando il fianco su un cuscino pieno d’acqua all’interno. Le onde d’urto generate dal litotritore passano attraverso il corpo umano veicolando tutta l’energia sul calcolo, frantumandolo.
La durata del trattamento è piuttosto breve (in genere non oltre i 45-60 minuti).
Questa terapia non comporta alcuna anestesia.
Il paziente può qualche volta avvertire una sensazione di temporaneo fastidio nel punto di applicazione delle onde.

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